21 marzo: giorno della memoria, giorno in cui dovremmo ancor più soffermarci nel riflettere sui fenomeni quali la mafia e non solo che affliggono la nostra società e che sono causa della morte sia di persone innocenti sia di persone che sono state uccise per impedire che le stesse facessero conoscere, attraverso la loro voce, la verità.

La mafia, come qualsiasi fenomeno subdolo e manipolativo, si nasconde in quanto, così facendo, ha maggiore facilità a raggirare chi incontra sfruttandone l’ignoranza.

Coloro che hanno individuato i tratti salienti del fenomeno sono stati travolti dal “mostro invisibile”. Nicky Persico, nel romanzo “Spaghetti Paradiso”, scrive “La mafia uccide per non essere uccisa, uccide chi può rivelarla”.

La mafia non è lontana dallo stalking e dal fenomeno della manipolazione psicologica. Comuni denominatori sono:

  • l’isolamento della vittima anche rispetto a coloro dai quali la stessa dovrebbe ricevere aiuto;
  • la deformazione o meglio “lacerazione” della realtà da parte delle menti perverse (mafiosi, stalkers, manipolatori etc..) che costruiscono la menzogna mischiandola con accadimenti reali rendendo difficile l’individuazione della verità;
  • la violenza e la pericolosità con cui si manifestano i citati fenomeni quando sono individuati e, quindi, quando è messo in pericolo il loro mimetismo in quanto per non essere scoperti devono restare nascosti;
  • la forma di intimidazione comportante uno stato di assoggettamento e di omertà e, quindi, determinante un potere di controllo sulle vittime.

Molte persone, note e meno note e di tutte le fasce di età, hanno pagato con la loro vita per varie motivazioni e anche semplicemente per  essersi trovati per caso in un luogo dove passavano uomini che, avendo compreso i tratti essenziali del fenomeno mafioso e conseguentemente i punti deboli, potevano mettere in discussione la “paura”.

La “paura” è lo strumento principale della mafia, dello stalking e di tutti i fenomeni basati sulla manipolazione psicologica.

Chi non ha paura, chi si ribella è colpito perché ha il coraggio di pensare, mentre è risparmiato chi tace per paura.

Ricordiamoci  gli insegnamenti di Giovanni Falcone “Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola” e di Paolo Borsellino “La paura è un sentimento umano combattetela con il coraggio” e ancora “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà”.

Uniamoci allora con coraggio per sentire anche noi quel fresco profumo.

Avv. Marzia Mincuzzi