La tragedia della 42enne Maria Antonietta, intervistata durante la trasmissione “Chi l’ha visto?” del 20.03.2019, lancia un ulteriore segnale preoccupante in un periodo in cui tanto si parla e si discute del DDL Pillon che è diretto a far tornare definitivamente l’Italia all’epoca medioevale.

Stride vedere trasmissioni che hanno ad oggetto la violenza di genere e che tendono a voler metter in luce l’importanza di tutelare le donne e i minori e, poi, vedere altre trasmissioni o assistere a convegni, a cui spesso partecipano politici del nostro Paese, in cui, al contrario, si vuole tutelare l’uomo violento, l’uomo che riconosce nella donna solo un oggetto e che utilizza i figli come mero strumento per distruggere la madre degli stessi.

In uno scenario di questo tipo nasce un senso di vergogna nell’essere italiani in quanto non si dovrebbe permettere l’insorgenza di tali contraddizioni, ma il nostro dovrebbe essere un Paese libero che, come tale, protegge le donne e i minori ovvero tutti i soggetti deboli.

Da tale background emerge la voce distinta, ferma e, nello stesso tempo, dolce di una donna, Maria Antonietta, bruciata dall’ex marito, che afferma “Lotterò e sto lottando affinchè quello che è successo a me non accada a nessun’altra donna” e poi “Mi ritengo fortunata di essere donna”. Noi non dobbiamo mai arrenderci e permettere a nessuno di spezzarci le ali che sono poi quello che fanno volare e sognare. Lo dobbiamo fare per noi, per le nostre famiglie e per i nostri figli”.

In un Paese che non ha il coraggio di ribellarsi fermamente ad un obbrobrio, quale è il DDL Pillon, si alza la voce di questa donna coraggio che, mentre il suo carnefice  le dice “Muori”, risponde allo stesso “Non muoio, vado dai miei figli”.

Si discute sul DDL Pillon, che si sarebbe dovuto bloccare nel nascere, invece di impegnarsi a trovare della soluzioni, in realtà facili da trovare, per prevenire tali tragedie. Il carnefice di Maria Antonietta era agli arresti domiciliari ma ha avuto tutto il tempo di allontanarsi e di raggiungere la donna per darle fuoco. E, poi, dopo aver posto in essere il suo piano criminoso, lo stesso si è potuto tranquillamente allontanare per essere rintracciato dalle forze dell’ordine, dopo diverso tempo, mentre addentava tranquillamente un pezzo di pizza.

Assurdo pensare che questo possa accadere in un epoca in cui tanto ci si vanta di innovazioni tecnologiche. Si riescono a tracciare e monitorare oggetti come cellulari e veicoli stradali con il GPS e non si riesce a farlo (o non si vuol farlo) con “esseri umani” altamente pericolosi per l’incolumità delle donne e dei minori? Altra contraddizione del nostro Paese che laddove decide di rimanere inerte lo fa senza pudore pur decantandosi come Paese fondato sulla famiglia.

Ribelliamoci senza paura per non permettere a nessuno di spezzarci le ali.