Degna di attenzione è la recente ordinanza n. 6629/2018 della Suprema Corte di Cassazione, IV sezione civile, con la quale la Corte ha condannato un uomo al risarcimento dei danni morali a favore dell’ex moglie, ritenendolo colpevole di diffamazione nei confronti della stessa avendo diffuso la notizia di un presunto tradimento dell’ex moglie ed avendola additata come “una poco di buono” ed “una prostituta”.

La Suprema Corte precisa che la quantificazione del danno (l’uomo è stato condannato a corrispondere all’ex moglie la somma di euro 25.000,00) prescinde dal tenore di vita del danneggiante i quanto il danno alla reputazione deve essere adeguatamente risarcito.

Importante la decisione della Corte di Cassazione che segna un cambiamento e che evidenzia come sia importante rispettare sempre la dignità della persona, nel caso di specie una donna, anche quando l’affectio coniugalis cessa.