Oggi, 20 Novembre, ricorre la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, compleanno che avviene in concomitanza con la convenzione dell’UNICEF. La proposta rivolta a tutti i bambini del mondo è quella di “prendere il posto degli adulti”, negli uffici, nelle scuole, nei comuni di appartenenza, come fosse per un attimo uno scambio di età, di ruoli, di responsabilità, per fermarsi, riflettere e sorridere. Sorriso che purtroppo ha l’ombra delle migliaia di bambini che ancora muoiono specialmente per colpa delle guerre e che sono costretti, a causa di queste, a subire anche violenze sessuali.

La conseguenza è che le guerre accompagnano, in aggiunta, la povertà. Basti pensare che in Siria oltre 8 milioni di bambini vivono in condizioni estreme di miseria e stenti. L’Unicef ha stilato un rapporto in cui si evince che in 30 paesi, 6 bambini su 10 di un anno di età sono regolarmente vittime di un’educazione violenta… inconcepibile pensare che ci siano ancora luoghi in cui le scuole ammettono punizioni fisiche.

E poi ancora mutilazioni genitali, spose bambine, i piccoli migranti che anziché una terra accogliente hanno trovato un mare senza rive… la realtà fa paura ed è per questo che c’è bisogno di collaborazioni e unioni multilaterali che possano attuare dei protocolli efficaci ed internazionali di intervento.

A Marzo di quest’anno, in Italia, è stata approvata la Legge Zampa che introduce la tutela dei minori stranieri non accompagnati. Questa legge, riassumendo, sottolinea che i minori stranieri soli non possono essere espulsi, rafforzando il loro diritto alla salute e all’istruzione.  Inoltre viene istituito un albo dei tutori volontari, che permette ad ogni minore di avere un adulto legalmente responsabile di lui, fino alla maggiore età. Il primo modello europeo che considera i bambini “migranti” dei bambini esattamente uguali a tutti gli altri.