Scrivo la presente, nella qualità di legale facente parte dell’Osservatorio nazionale del diritto di famiglia e di Presidente dell’associazione Voce in difesa, per esporre la grave problematica che sta emergendo a seguito dell’entrata in vigore dei DPCM 9 e 11.03.2020.
Nonostante, in questi giorni di emergenza sanitaria, la legge detti alle persone di restare a casa ammettendo gli spostamenti solo per ragioni di lavoro, di necessità e  salute, sembrerebbe essersi palesata la possibilità di far rientrare nei casi di necessità anche l’esercizio del diritto di visita  spettante al genitore non collocatario, nei casi di separazione e divorzio, rispetto al/i figlio/i minore/i.

Ci si chiede: una interpretazione di tal genere garantisce il diritto alla salute dei minori e della collettivita’ o garantisce un diritto di rango inferiore che ben potrebbe essere esercitato, anche con la previsione dei recuperi delle eventuali giornate perse, dopo il termine di emergenza sanitaria? Inoltre una tale interpretazione salvaguardera’ il benessere psico_fisico dei minori o darà ad un numero cospicuo di genitori non collocatari una nuova arma per denunciare l’ex coniuge che, stante la gravità della situazione, cerchera’ di tutelare il minore evitando qualsiasi spostamento e decidendo di sospendere momentaneamente il diritto di visita? Inoltre ci si chiede come possa giustificarsi lo spostamento dei minori allorché gli ex coniugi vivano in Comuni diversi o nei casi in cui il genitore collocatario sia anche affidatario esclusivo del minore.
Appare, pertanto, non condivisibile un’interpretazione che fa rientrare nei casi di necessità l’esercizio del diritto di visita in quanto in tale modo il diritto alla salute dei minori, diritto costituzionalmente garantito e prevalente, è leso.
Il monito dei pediatri e’ quello di far restare a casa i bambini e ciò in quanto, in tale momento, i minori devono cessare di essere pacchi postali ed armi da usare contro l’ex coniuge. L’emergenza sanitaria è grave ed è fondamentale utilizzare il buon senso e dimostrare di possedere la giusta capacità genitoriale pur se questo significa non incontrare il proprio figlio per un arco di tempo.

I minori, tra l’altro, non sono solo soggetti che possono contrarre il Covid_19 ma anche possibili vettori dello stesso.
Il noto costituzionalista Cesare Mirabelli si è espresso, in merito a tale problematica, nel modo seguente ” … L’emergenza è sottolineata dall’adozione di provvedimenti che incidono direttamente sui tradizionali diritti di libertà, che la Costituzione garantisce … Le più evidenti limitazioni imposte riguardano proprio questi diritti, ma è evidente che tutti concordiamo che siano sacrosanti, dovendosi evitare il  contagio che diffonde una epidemia per la quale non esistono altri strumenti di prevenzione. Difatti la stessa Costituzione prevede che alla libertà di circolazione possano essere poste le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità…. La tutela della salute  costituisce, per usare espressioni della Costituzione, “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività ‘. Ma ovviamente è fondamentale che le misure siano efficaci e scritte in modo chiaro, affinché possano essere rispettate ed eventualmente imposte. In una situazione di così grave pericolo, nella quale si ritiene di dover escludere  per un breve arco di tempo, ogni contatto personale che possa determinare contagio, e si afferma che questo è l’unico modo per superare l’epidemia, sarebbero servite limitazioni agli spostamenti che non lascino spazio a valutazioni elastiche”.

Alla luce anche delle osservazioni del costituzionalista Mirabelli si chiede una maggiore fermezza e chiarezza al fine di tutelare il diritto alla salute dei minori, figli di genitori separati, e di prevenire conflitti e azioni giuridiche da parte di chi, al posto di porre al primo posto l’interesse primario del minore, anche in una situazione di così grave pericolo, vuole armarsi per distruggere l’ex coniuge la cui unica debolezza è quella di voler salguardare il figlio/i minore/i.
Ringrazio per l’attenzione e spero, nell’interesse dei minori, di ricevere per la loro tutela una risposta.

Avv. Marzia Mincuzzi
Presidente Ass. VOCE inDIFESA