Il disegno di legge sull’omicidio di identità è stato presentato e sottoscritto alla Camera da un gruppo di parlamentari bipartisan, chiesto fortemente da Carla Caiazzo, la donna di Napoli bruciata dall’ex mentre era incinta. Il suo appello è stato raccolto da diverse senatrici tra le quali Laura Puppato che ha dichiarato: “Il testo colma un vuoto, perché lasciare una persona senza volto non è provocarle lesioni, è ucciderla”. Nello specifico il suddetto disegno di legge prevede l’introduzione, nel codice penale, dell’art. 577 bis che disciplina la nuova fattispecie di omicidio di identità, punendo con la reclusione non inferiore ad anni 12 chiunque, volontariamente, cagioni al volto di una persona danni parziali o totali modificandone le caratteristiche. La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi dall’ascendente o dal discendente, dal coniuge, anche legalmente separato, da persona legata alla persona offesa da relazione affettiva o con essa stabilmente convivente. Nei casi di condanna si applicano quali pene accessorie: l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, curatela e all’amministrazione di sostegno, la perdita dal diritto agli alimenti e l’esclusione dalla successione della persona offesa e la sospensione dall’esercizio di una professione o arte. Condivisa da tutti i partiti l’iniziativa sarà approvata in tempi celeri.