La Corte di Cassazione, quinta sezione penale, con la sentenza del 30 agosto 2016, n. 35778, ha stabilito che per la configurabilità del reato di atti persecutori ex art. 612 bis c.p. non è necessario che la persona offesa cambi le abitudini di vita, essendo sufficiente che la condotta incriminata abbia indotto nella vittima uno stato di ansia e di timore per la propria incolumità” ( cfr Cass. pen., sez. V, 26 luglio 2011, n. 29872).